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Qualcuno dotato di arguzia, intelligenza e ironia avrà capito il mio gioco di parole. Quindi su 100 persone, una o due :-)

Dal mio pulpito pubico - in quanto membro dotato di senno e di un numero appena sufficiente (??) di neuroni - non posso esimermi e, soprattutto, esimervi dal riflettere sul barbaro costume, tutto materano, di affiggere manifestini della coppia di turno che convola a (in)giuste nozze.

La maggior parte delle volte, questi capolavori d’arte moderna…questi inni visuali alla comunione spirituale e carnale di due persone sono partoriti dalle menti di grafici improvvisatisi tali per immortalare, in pubblica piazza, un momento idilliaco della coppia di turno e per comunicare alla comunità tutta che i due soggetti raffigurati nella foto - solitamente lui con corpo da Bestia di disneyniana memoria e lei da Belle “de noantri” - di lì a qualche giorno si uniranno nel sacro vincolo del matrimonio.

Di questo costume ho scritto tempo addietro e devo dire che, nonostante i muri della centralissima via Roma siano diventati una sorta di necrologio al contrario (il matrimonio alla materana, fatto di pizze il sabato sera rigorosamente a coppie, lei casaling(u)a e lui che porta a casa il pane - cos’è se non la celebrazione funebre dell’umana ragione?), i miei occhi e il mio stomaco ormai si divertono a paraculare gli sposini di turno.

Ieri sera, invece, alcuni decerebrati hanno pensato bene di creare ingorghi per l’esattezza in via Roma, via Don Minzoni e via Ascanio Persio, vie peraltro piene di gente intenta a godersi una nebbiosa serata materana. Tutto questo per cosa? Per seguire, con auto munite di clacson navale, trombe e trombette (e da trombate, a giudicare dalla fauna femminile alla giuida di alcune di quelle stesse auto…) un motocarro verde scuro che ospitava la coppia che l’indomani (oggi, ndr.) sarebbe convolata a nozze.

Manifesti, cortei che manco dopo il rigore di Grosso segnato a quella ciola moscia di Barthez (che intanto si scopa Linda Evangelista, coglioni miei) e motocarri addobbati a festa: a noi che cazzo ce ne frega che vi sposate? Perchè dovete assufarci i maroni con le vostre puttanate? Piuttosto, tutti i soldi che spendete per le puttanate di cui sopra dateli in beneficenza, capre!

Ma tanto, dopo le mutande del Corona non ci si meraviglia più di nulla…

Non chiedetemi cosa facevo alle 15.45 connesso su YouTube mentre cercavo alcuni video di Gianni Celeste.

Non me lo chiedete, per favore. Sappiate solo che dopo aver letto questo commento

fabrykiro (2 giorni fa)

come Kurt Cobain ha innovato agli inizi degli anni ‘90 cosi gianni celeste ha innovato nella musica italiana

mi è mancata, per un buon minuto, la voglia di continuare a vivere…

 

 

Premetto che, per l’educazione ricevuta dai miei genitori, sono per la ricerca di qualcosa di buono in ogni persona abitante la terra.

Sono un convinto sostenitore della moratoria ONU contro la pena di morte e ripudio la violenza (che non sia sadomaso fetish style) in ogni sua forma.

Però - e te pareva, c’è sempre un “però” - per alcuni soggetti penserei a nuove e più creative forme di coercizione fisica e restrizione della libertà personale.

A Fabrizio Corona, in fondo, gli voglio bene. Come si fa a voler male a una persona che deve la sua fortuna a milioni di teste di cazzo che spenderebbero l’inverosimile pur di leggere/apprendere per vie visive dell’ultimo flirt sotto l’ombrellone (o con l’ombrellone stesso…) della Valeria Marini di turno?

Come si possono prendere le distanze da chi, fino a qualche settimana fa, veniva messo alla gogna in pubblica (e privata) tv e viene ora osannato dai vari Lucignolo e La vita in diretta?

Come può l’animo umano dubitare della nobiltà di intenti del Corona, proclamatosi sempre innocente e avendo giurato che da tutta questa storia avrebbe fatto una valanga di soldi (che è quello che sta facendo)?

Che paese di coglioni!

Dopo un mese dall’ultimo post, rieccomi a scrivere qualcosa per i palati fini della blogosfera materana e no.

Aspettavo che quel bevitore spudorato di Borghetti del Membro Junior scrivesse qualcosa…un pensiero sulle prossime comunali, un’opinione sul ritardo cronico di alcuni avventori del Dott. Why (ieri sera 30 minuti di ritardo: avete rotto il cazzo, per la cronaca) ma niente. Così eccomi qua.

Sì, ma cosa scrivo? Facciamo mente locale: ieri sera , come dicevo prima, ennesima giocata al Dottor Perchè. Abbiamo fatto cagare, inutile nasconderci. Avevamo 3 pulsantiere..fossm vingiut na cos, ma cèèè!

Sempre inerente al ritardo di molta gente accorsa al Kirby per il gioco, suggerisco a Claudio e Pino due punizioni esemplari: chi si presenta più tardi delle 22.15 viene penalizzato di 100o punti oppure, se a fare rirtardo sono solo ed esclusivamente donne, mezz’ora di fila per andare in bagno.

Ho deciso che la prossima volta proporrò un gemellaggio al gruppo dal nome più bello di tutti i Dott.Why d’Italia: iSignoriVena. Da un’amante dell’Amaro Lucano come me….Junior, hai qualcosa in contrario? ;-P

Ho anche deciso democraticamente che Marco non avrà più la pulsantiera: da oggi la tastierista ufficiale dei Membri Pensanti sarà Sonia (e se ci fai pure due zfooon non ci offendiamo mica, Soniè).

Si vede che non avevo proprio un cazzo da dire.

Membrini, membroni e membrine, rieccomi a scrivere. L’ispirazione me l’ha data il commento di Sor Ciannella del Kirby, al quale non ho potuto non rispondere.

Ieri sera Dott. Why: abbiamo vinto il tagliere di salumi e una bottiglia di vino che consumeremo non si sa bene quando, visto che ieri era passata abbondantemente la mezzanotte e mezza e il giorno dopo (ossia oggi) sarebbe stata giornata lavorativa (ebbene sì..). A questo proposito vorrei suggerire allo staff del Kirby di far pagare dazio ai ritardatari con 500 punti di sutura..ops…di penalizzazione (avevo altre idee malefiche-membrose ma…lasciamo stare), visto che la puntualità non si addice alla maggior parte dei giocatori (mocchj a vvù, manco Lady Diana ci metteva tanto a prepararsi..)

Un plauso allo squadrone di Fedor (si legge Fiodor), ossia i Barcollo ma non mollo che, come ogni domenica, erano sempre nelle prime posizioni (e su altre parti del corpo non meglio definite), risultando spesso e volentieri vincitori.

Capitolo domande: alcune erano sballate e Fedor mi ha già detto che invierà un esposto al TAR del Lazio per avviare un procedimento disciplinare nei confronti dell’ideatore del Dott. Why: pare infatti che il millantatore abbia ottenuto la licenza media solo qualche giorno prima del lancio del gioco, ledendo così la dignità scolastica dei tanti laureati presenti in sala (ovviamente noi non siamo tra quelli..)

Domande pazze: i prefissi hanno rotto le palle. E poi, cribbio, qualche volta potrebbero pure uscire i prefissi della Calabria (li conosco a memoria). Voglio le domande sulle targhe: lì sono imbattibile. Le so tuuuutteee!

Non so perchè sono partito parlando del commento di Sor Ciannella e mi sia ritrovato a scrivere del Dott. Why..mah, vabbè..

Quant’è difficile creare qualcosa qui, ragazzi, e quanto è facile al tempo stesso. Questa è una città - lo dico da quando avevo 16 anni - che ti porta in alto o ti getta nella merda, c’è poco da fare. Per stare bene, molti si allineano a quelli che sono i clichè dello star system materano. Se vogliamo davvero crescere, dobbiamo osare di più e uscire dagli schemi preconfezionati stile ipermercato che rendono diverso ciò che invece dovrebbe essere regola. Ma, per Odino, non fateci sentire tagliati fuori solo perchè pensiamo che qualcosa sta cambiando…

Più leggo i siti dei quotidiani, più vedo telegiornali e più mi accorgo che i media italiani sono afflitti dalla sindrome denominata Scoperta dell’acqua calda.

Mi spiego: facciamo l’esempio che nella località X avvenga un infanticidio commesso dalla mamma Y. Ecco, nei giorni successivi - puntuale come i bisogni rettali del caro Junior - lo stesso tipo di fatto di cronaca avverrà in un’altra località ad opera di un’altra mamma. E così quotidiani, telegiornali, radiogiornali, pornogiornali - no,quelli no - si lanciano a caccia di storie simili in giro per la nostra beneamata penisola. Iniziano a trapelare notizie, indiscrezioni, nuovi fatti di cronaca fino a quando un evento di cronaca diverso non balza agli onori della cronaca.

Questo, per esempio, è il periodo del bullismo a scuola. Ora, chi di voi non è mai stato infastidito dall’energumeno zaraffo di turno a scuola? Personalmente, a me è successo solo una volta alle medie, anche perchè trovare - all’epoca - un tredicenne più alto e robusto di me non era facile. Infatti l’energumeno di cui riferisco era più grande di me ma fortunatamente non mi picchiò. La sua fu quella tattica becera e fastidiosa che risponde al nome di violenza psicologica.
Ora, siccome io conoscevo tutti i teppistelli della mia scuola - la gloriosa Giovanni Pascoli di Matera - chiesi aiuto ad alcuni di loro che, prontamente, misero a tacere il bestione con minacce non proprio infantili. Ma tant’è: io ne uscii sano e salvo e l’energumeno, a distanza di anni, è divenuto un bravo cittadino.
Ricordo, ancora, che quando ero adolescente Matera era piena di bulli. Non so quante volte ho assistito a scene in cui gruppi di balordi ragazzini accerchiavano due o tre poveri coetanei e chiedevano loro soldi oppure, con spavalderia e menefreghismo (e ti credo, erano in 10 contro 2…) proferivano frasi del tipo “Uagliò ce cazz t guard?!” (”Ragazzo, cos’hai da guardare?!”) oppure “Uagliò, dammi i soldi prim ca nan t’appiccj!” (”Ragazzo, dammi i soldi prima che non ti dia fuoco!”). Lo so, vi starete chiedendo perchè a me nessuno rompeva le palle. Per lo stesso motivo per cui alle medie solo uno si permise di farlo: conoscevo quasi tutti i teppistelli della città. La forza del calcio, ragazzi.

Il bullismo è sempre esistito e non è colpa tanto di quelle piccole merde che si credono invincibili quanto di quei grossi pezzi di letame umano dei loro genitori che non provvedono all’educazione dei figlioli con sani calci nel culo e sganascioni che non guastano mai.

Ritorno con la mia enfasi a scrivere delle bieche abitudini di molti miei concittadini. Una di queste è la consumazione di semi allo stadio, durante le partite del glorioso Matera.

Proprio domenica scorsa, in occasione della partita vinta dal Matera in casa contro il Barletta, mi è capitato di notare uno spettatore intento a consumare la nobile arte del mangiare i semi - o, come si dice qui da noi, la simmènda -. Uno dei tanti, sia chiaro. Ce n’erano parecchi ma quello era il più vicino alla mia postazione e quindi non ho potuto fare a meno di notarlo e riflettere su questa abitudine.

Mangiare la simmènda - da non confondere con la Simmenthal -, qui da noi, prima era una vera e propria piaga sociale. Perchè non solo lo stadio era teatro di tanta animosità sociale, ma anche le vie del centro erano il palcoscenico ideale per chi si dilettava a sbucciare con i denti i docili semi di girasole. La domenica mattina, per esempio, Via del Corso sembrava un enorme tappeto di bucce di semi e la gente, perlopiù (come cazzo si scrive non lo capirò mai..) signori e ragazzi, sembravano sfidarsi a chi riusciva a sputare una maggior quantità di bucce.

Questa barbara usanza sembra adesso essersi estinta. Ma non allo stadio, zona ahimè franca di sputatori abusivi di semi e del venditore di mucchi seminali avvolti in pagine di settimanali di bassa lega che da quando frequento gli spalti del XXI Settembre è rimasto sempre quello.

Io uno slogan pubblicitario per il semaiolo ce l’avrei: “Semi, for very zaraff people”

MagritteA chi bisogna dire grazie per il tentato stupro ai danni di una dipendente di una nota azienda materana - qui non si fa pubblicità per i rum, figuriamoci per le aziende… - (il secondo episodio del genere, in un mese: il primo è stato questo, in una zona differente, però) avvenuto nei Sassi?

- Alla chiusura al traffico degli antichi rioni materani, divenuti nel giro di pochi mesi insicuri durante le ore serali, da parte del Comune?

- Alla palla al balzo che alcune aziende prenderanno, usando come metro di giudizio - negativo - il clima di terrore che si è venuto a creare fra le loro dipendenti adesso che, con la chiusura al traffico, i Sassi sono diventati un’ alcova stuprereccia per maniaci sessuali, mostri e serial killers (ma i Sassi non erano uno dei luoghi più sicuri in Italia?)?

- Al fatto che le materane se la tirano troppo (sono solo leggende..)?

- Alla monta che pervade le menti e le gonadi di questi pezzi di merda?

Lo vado predicando da un sacco di tempo: più seghe manuali e meno pippe mentali, ragazzi!

Diceva bene D’Annunzio: “Le donne sono tutte di malaffare, ad eccezione di mia madre e mia sorella. Ma non frequento i bordelli per paura di trovarcele dentro”.
Come dargli torto?

Non ridete! Potrebbe succedere anche a voi…

Mi ero dimenticato una cosa: è usanza, a Zaraffolandia, che qualche giorno prima di un matrimonio gli amici della futura coppia (de’ stronzi) di sposi imbrattino le vie del centro con manifestini raffiguranti le effigi di lui e di lei (alcuni creativi come è creativo uno stronzo di merda in un cesso, altri degni della peggior locandina del peggior film del cinema indipendente siberiano) nelle peggiori pose o nei più squallidi primi piani. Bene, al mio ritorno ne ho trovati attaccati diversi, sempre per le vie del centro, di gente della mia età o anche più piccola che convola felicemente a nozze. La considerazione è questa: i novelli sposi fanno cagare quasi quanto le loro consorti.

Sposatevi. Sposatevi e procreate, figliuoli. E soprattutto dite ai vostri amici di non rompere il cazzo con quei manifestini su muri, pali della luce e cestini per i rifiuti. Inquinate la mia città. Sprecate meno carta, fottuti idioti!

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