Più leggo i siti dei quotidiani, più vedo telegiornali e più mi accorgo che i media italiani sono afflitti dalla sindrome denominata Scoperta dell’acqua calda.
Mi spiego: facciamo l’esempio che nella località X avvenga un infanticidio commesso dalla mamma Y. Ecco, nei giorni successivi - puntuale come i bisogni rettali del caro Junior - lo stesso tipo di fatto di cronaca avverrà in un’altra località ad opera di un’altra mamma. E così quotidiani, telegiornali, radiogiornali, pornogiornali - no,quelli no - si lanciano a caccia di storie simili in giro per la nostra beneamata penisola. Iniziano a trapelare notizie, indiscrezioni, nuovi fatti di cronaca fino a quando un evento di cronaca diverso non balza agli onori della cronaca.
Questo, per esempio, è il periodo del bullismo a scuola. Ora, chi di voi non è mai stato infastidito dall’energumeno zaraffo di turno a scuola? Personalmente, a me è successo solo una volta alle medie, anche perchè trovare - all’epoca - un tredicenne più alto e robusto di me non era facile. Infatti l’energumeno di cui riferisco era più grande di me ma fortunatamente non mi picchiò. La sua fu quella tattica becera e fastidiosa che risponde al nome di violenza psicologica.
Ora, siccome io conoscevo tutti i teppistelli della mia scuola - la gloriosa Giovanni Pascoli di Matera - chiesi aiuto ad alcuni di loro che, prontamente, misero a tacere il bestione con minacce non proprio infantili. Ma tant’è: io ne uscii sano e salvo e l’energumeno, a distanza di anni, è divenuto un bravo cittadino.
Ricordo, ancora, che quando ero adolescente Matera era piena di bulli. Non so quante volte ho assistito a scene in cui gruppi di balordi ragazzini accerchiavano due o tre poveri coetanei e chiedevano loro soldi oppure, con spavalderia e menefreghismo (e ti credo, erano in 10 contro 2…) proferivano frasi del tipo “Uagliò ce cazz t guard?!” (”Ragazzo, cos’hai da guardare?!”) oppure “Uagliò, dammi i soldi prim ca nan t’appiccj!” (”Ragazzo, dammi i soldi prima che non ti dia fuoco!”). Lo so, vi starete chiedendo perchè a me nessuno rompeva le palle. Per lo stesso motivo per cui alle medie solo uno si permise di farlo: conoscevo quasi tutti i teppistelli della città. La forza del calcio, ragazzi.
Il bullismo è sempre esistito e non è colpa tanto di quelle piccole merde che si credono invincibili quanto di quei grossi pezzi di letame umano dei loro genitori che non provvedono all’educazione dei figlioli con sani calci nel culo e sganascioni che non guastano mai.

